Tempo dopo Pentecoste
Rito Ambrosiano
Domenica 11 Ottobre 2026
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“In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».
Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono. Così si compie per loro la profezia di Isaia che dice:
“Udrete, sì, ma non comprenderete,
guarderete, sì, ma non vedrete.
Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile,
sono diventati duri di orecchi
e hanno chiuso gli occhi,
perché non vedano con gli occhi,
non ascoltino con gli orecchi
e non comprendano con il cuore
e non si convertano e io li guarisca!”.
Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!
Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che e stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».” (Mt 13,3b-23)
L’agricoltore sceglie dei semi per seminarli affinché possono produrre frutto. Sono semi buoni capaci di produrre anche molto frutto. Il seme è la parola del Signore che viene data in abbondanza perché unita alla volontà dell’uomo di ascoltarla e metterla in pratica possa produrre molto frutto.
Ma il seme viene seminato in abbondanza ovunque e spesso viene perso.
Quello seminato sulla strada non ha possibilità di crescere, la Parola del Signore comunque ascoltata diviene evanescente, scompare come se non vi fosse mai stata.
Quello seminato sul terreno sassoso cresce un poco ma brucia arso dal sole, la Parola del Signore è ascoltata, inizia a essere vissuta ma ai primi problemi viene messa da parte.
Quello seminato tra i rovi viene soffocato, la Parola del Signore accolta e ascoltata viene soffocata dalle troppe preoccupazioni, faccende della vita e scompare come coperta da un spesso velo.
Infine quello seminato sul buon terreno dà frutti, la Parola del Signore accolta e vissuta dà inaspettatamente molto frutto, si moltiplica da trenta volte tanto a cento volte tanto. La Parola del Signore accolta dal cuore e custodita come cosa preziosa, nel tempo dà inaspettatamente gioia, incontri, vita. Produce molto frutto, un buon frutto d’amore.
Riflessione sul Vangelo del giorno a cura di don Felice Zaccanti.
Parrocchia San Giorgio Martire – Casorezzo MI
(Spunto dai Vangelo secondo Matteo 13,3b-23, Domenica 11 Ottobre 2026 – Tempo dopo Pentecoste – Rito Ambrosiano)